dal CORRIERE DELLA SERA del 20 Febbario 2017

sul giornale La Notizia oggi del 7 Febbraio 2017- informazione online dai Castelli Romani e dall'Italia -  http://www.lanotiziaoggi.it/25992/importante-risarcimento-contagio-epatite-c-trasfusione.html


RISARCIMENTO IN FAVORE DI EMOTRASFUSO DI € 600.000,00

La seconda sezione civile del Tribunale di Roma ha pubblicato in data 01/02/2017 una sentenza in materia di danni da emotrasfusione per contagio di epatite C che prevede un risarcimento di circa € 600.000,00 in favore di un danneggiato difeso dall’Avv. Emanuela De Rossi.

Nonostante siano trascorsi ormai decenni dai tempi in cui si faceva un uso incontrollato del sangue umano in ambito medico, ancora oggi ci sono persone che all’improvviso scoprono di essere vittime del sangue infetto.

Un consolidato orientamento giurisprudenziale riconosce la responsabilità del Ministero della Salute in quanto, sebbene già dagli anni 60/70 il Ministero disponeva di conoscenze scientifiche e strumenti idonei a combattere la trasmissione delle malattie mediante il sangue infetto, rimase inerte di fronte a comportamenti che hanno causato quella che oggi può essere considerata una vera e propria epidemia. La responsabilità del Ministero in materia di emotrasfusione è stata ripetutamente accertata proprio per la ritardata adozione di provvedimenti atti a limitare il contagio trasfusionale oltre che per la sistematica mancanza di effettivi controlli, quanto meno a campione, sul plasma ed emoderivati.

L’uomo in favore del quale il Tribunale di Roma, ha riconosciuto il risarcimento di circa € 600.000 è un’altra vittima inconsapevole ed incolpevole di questa vicenda.

La decisione del Tribunale è rilevante in quanto ha accertato che il danneggiato ha subito una concreta limitazione permanente della capacità lavorativa generica ed una conseguente perdita di chance. Il Giudice ha richiamato i più recenti approdi giurisprudenziali in base ai quali detto danno è da considerarsi una entità patrimoniale giuridicamente ed economicamente valutabile da liquidare autonomamente quale danno patrimoniale attuale in proiezione futura; ha proseguito poi evidenziando che la nuova concezione si discosta dal tradizionale orientamento in base al quale detto danno non attiene alla produzione di reddito ma si sostanzia in una menomazione dell’integrità psicofisica risarcibile quale danno biologico. A fronte di dette considerazioni ha ritenuto congruo risarcire per tale autonoma voce di danno l’ammontare di € 187.000,00.

Si tratta quindi di una vittoria nei confronti di un Ministero della Salute che nel corso della storia non sempre ha saputo tutelare al meglio la salute pubblica. 

ENNESIMA VITTORIA CONTRO IL MINISTERO DELLA SALUTE: RISARCIMENTO DI € 257.000

Il Tribunale di Roma condanna il Ministero della Salute a risarcire un soggetto emotrasfuso nel 1969 difeso dall’Avv. Emanuela De Rossi.

L’attore scopriva, a distanza di oltre 40 anni dalle trasfusioni ricevute, di aver contratto il virus dell’epatite C.

Il giudice capitolino, dopo aver rievocato i principi cristallizzati dalla giurisprudenza di legittimità in materia di responsabilità, nesso di causalità, onere della prova e decorso della prescrizione, ha accertato, oltre la tempestività della domanda e l’esistenza del nesso causale tra la trasfusione ed il contagio occorso all’attore, la responsabilità del ministero convenuto per aver omesso, o comunque ritardato, l’adozione di cautele già conosciute alla scienza medica, il cui impiego avrebbe evitato o quantomeno ridotto sensibilmente il rischio di contagio anche per il virus HCV e per avere tenuto un comportamento non diligente nei controlli e nell’assolvimento dei compiti affidatigli.

All’esito, ha condannato il Ministero della Salute a risarcire in favore del danneggiato la somma di € 257.610,33.

Di particolare rilievo è la circostanza che dal risarcimento non dovrà essere scomputato l’indennizzo ex lege 210/92.

 

STIPULAZIONE DEI CONTRATTI DI CONVIVENZA

Lo Studio Legale De Rossi presta assistenza e consulenza in ambito di stipulazione dei Contratti di Convivenza introdotti dalla recente Legge n. 76/2016.

 Il cliente verrà seguito sia nella fase preliminare illustrativa delle questioni di diritto derivanti dalla stipulazione del contratto, sia nelle successive fasi di elaborazione, redazione, modifica e risoluzione dello stesso.

Il contratto, conformemente al dettato normativo, avrà la forma della scrittura privata con sottoscrizione autenticata dall’avvocato titolare dello studio, anche ai fini della certificazione della conformità dell’atto alle norme imperative ed all’ordine pubblico.

I contratti di convivenza hanno la funzione di consentire alla coppia di definire le regole della propria convivenza disciplinando aspetti come le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, il regime patrimoniale della coppia e tutti gli altri aspetti inerenti la vita in comune.

La legge riserva espressamente il contratto di convivenza a due persone maggiorenni, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o unione civile.

 LE UNIONI CIVILI

 Dopo un iter travagliato in cui il progetto di legge originario ha dovuto cedere il passo al compromesso tra le diverse compagini della maggioranza, è stata approvata la legge n. 76/2016 (c.d. “Legge Cirinnà”), entrata in vigore lo scorso 5 giugno, la quale disciplina le unioni civili tra persone dello stesso sesso e le convivenze.

Le unioni civili tra persone dello stesso sesso si costituiscono mediante dichiarazione resa innanzi all’ufficiale di stato civile e di due testimoni.

Come per il matrimonio, con la costituzione dell’unione civile le parti acquistano gli stessi diritti e doveri. Nel caso delle unioni questi sono l’obbligo di assistenza morale e materiale; l’obbligo di coabitazione; l’obbligo di contribuzione economica in relazione alle proprie capacità di lavoro professionale o casalingo; l’obbligo di definizione di comune accordo dell’indirizzo della vita familiare e della residenza.

Il regime patrimoniale è costituito, in mancanza di indicazione diversa, dalla comunione dei beni.

Infine, riguardo ai diritti successori, la legge prevede espressamente che venga applicata la disciplina di cui al secondo libro del codice civile.

Per quanto riguarda lo scioglimento delle unioni civili, a differenza del matrimonio, sarà sufficiente che una delle parti manifesti detta volontà dinanzi all’ufficiale dello stato civile. Decorsi tre mesi sarà quindi possibile proporre la domanda di scioglimento dell’unione civile.

Accolta la richiesta di adozione da parte di due padri

Nessuna riduzione dell’assegno di mantenimento se il reddito dichiarato è inverosimile.

La moglie ricca, anche se priva di reddito da lavoro, deve mantenere il marito.

E’ giustificato l’allontanamento dalla casa coniugale per tensioni pregresse tra i coniugi.

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